Siamo nell' epoca in cui il sesso è diventato quasi uno sport, ci si incontra magari senza una vera e propria storia per consumare un sudato amplesso, mi chiedo come si sia arrivato a tanto. Si è passati dalla camicia da notte che giustificava con una scritta su di essa il motivo per il quale si avevano rapporti, a quello che ogni giorno ci lascia basiti.
Porto gli occhiali dalla prima elementare e a volte quando fotografo in manuale anche con la messa a fuoco, mi sembra di fare qualche errore.
Da Febbraio non mi capitava di scontrarmi con un gasteropode polmonato, ed invece oggi è successo ancora, non si trattava di un vero mollusco ma di un uomo , con una grande conchiglia sulla schiena.
Quando cresci, anche i tuoi gusti in ambito alimentare cambiano.
Quando si cammina per strada spesso ci capita di imbattersi in gente che chiede del denaro, ognuno di noi conosce bene questa "attività".
Certi lavori li hai dentro, tanto che chiamarli così può sembrare riduttivo.
La tua vita, la tua stanchezza, il sonno, il trascinarsi da un posto di lavoro ad un altro, la pasqua, il natale, capodanno, il 25 aprile non esistono, ci sono solo i turni ed I giorni rossi, festivi, restano solo sui calendari. La tua vita va organizzata in base alla dispozione delle ore nell'arco del mese che ti vengono date.
Io stessa non ho mai proferito parola nè mi sono lamentata per un turno in un giorno canonicamente importante, perchè così deve essere ma quello che mi sconforta di più e mi strazia è il vedere ed il sentire l'affaticamento che ne deriva. A volte mi sento così inutile nei riguardi di Babinski, perchè magari alle spalle c'è una notte in reparto...(e che reparto) ed io che posso fare?
Oggi dopo una delle tante notti, ci siamo dedicati alla casa, io che nella mia faccio poco, sono andata di mattina presto a comprare dei detersivi e tra uno straccio io ed una scopa lui siamo riusciti nel nostro intento. Giuro, che avrei fatto tutto da sola e mi sarebbe piaciuto mettere lui nella “culla” a riposare visto che non dormiva da 48 ore.
Vederlo stanco fisicamente e mentalmente mi ha fatto venire uno sconforto profondo, avrei voluto piangere ma non sarei stata di nessun' aiuto e piano piano ed in silenzio ho cominciato a pulire, contro la sua volontà, a guardarmi c'era il polpo della trudi, e il coniglietto bunny di cioccolato.
Col passare delle ore, le pulizie le abbiamo finite, la cena l'abbiamo più o meno gradita, forse di più l'antipasto, poi la notte ci ha divisi ma almeno adesso dorme.
Cho lo avrebbe mai detto?Eccomi qui, come se questi giorni di assenza da Palermo non ci fossero stati, mi ritrovo nei miei luoghi, con i miei familiari e con i miei gatti.
In realtà, ho preso “il largo” e mi sono allontanata da tutto quello che mi circonda .
Sono andata alle isole Eolie, in compagnia di Babinski, non le avevo mai calpestate e l'idea mi ha allettato, sentivo l'odore della natura che mi chiamava già dall'autostrada Palermo-Messina.
Arrivati a Lipari, ho cominciato ad assaporare i colori ma anche i sapori e l'atmosfera di certi luoghi.
Un di questi era la galleria tra Canneto e Lipari, gelida, capace di farci capire cosa fosse l'escursione termica sulla nostra pelle ma il tratto di strada successivo , sul lungomare che ci accompagnava al nostro rifugio, valeva la sofferenza: i primi ombrelloni, la strada che cominciava a popolarsi ed i ragazzini che si sentono già adulti, che si stuzzicavano, lasciando noi, di una generazione più grande un po' basiti.
Nei giorni trascorsi ci siamo spinti verso avventure estreme, come l'essere andati alla spiaggia di Valle Muria, un sentiero di guerra in poche parole, ripidissimo e lontanissimo che ci ha portato in un piccolo golfo di Lipari dimenticato da Dio: eravamo solo noi due e delle pietre rosse, mute.
La nostra voglia di esplorazione ci ha fatto paventare l'idea di prendere un gommone e andare in giro per le altre isole, Vulcano è stata la nostra meta cercando di non essere o pescati o di diventare carpaccio per l'ustica lines o la siremar che facevano la spola tra i vari porticcioli, in attesa di offrire un antipasto ai passeggeri. 
Non contenti di esserci salvati, abbiamo sfidato ancora una volta il destino prendendo l'aliscafo per Stromboli, un' ora e quaranta di navigazione verso un vulcano che emerge dalle acque, Io già emozionata al solo pensiero ma il mare dopo avere lasciato Salina ha cominciato a farci cambiare colore ed espressione, così ho passato il resto del viaggio fuori a guardare il mare e gli isolotti che piano piano prendevano forma, ci siamo fermati a Panarea ma non mi ha destabilizzato ( brividi e lacrimucce) come hanno fatto Stromboli e Ginostra, quest' ultima raggiunta in un secondo momento con una carretta, attraccando nel suo piccolo porto e proseguendo per una salita dove puoi incontrare degli asini. Le case distribuite lungo dei sentieri che si incrociano come vere e proprie vie sulla parete del vulcano, hanno qualcosa di magico, lungo queste stradine abbiamo trovato, forse, l'unico ristorante che c'è .
Ho provato ad immaginare la mia vita lì, senza acqua corrente, senza l'ombra di una macchina, in un paese che può essere raggiunto solo via mare e da un elicottero, salendo abbiamo visto la pista.
Un quadratino di cemento in una rientranza della montagna.
Chissà se chi vive ancora lì , c'è nato oppure si è andato a rifugiare in questo posto incantato, perso nel mare con alle spalle un gigante che borbotta quasi ogni ora, anche noi lo abbiamo sentito, facendoci ricordare dove eravamo, insieme ai cartelli della protezione civile che primeggiano con su scritto: “punto di raccolta”.
Oltre alla natura che ho respirato, ho anche mangiato, tanto. Babinski mi ha viziato portandomi in posti a lui noti in cui, l'atmosfera, i sapori, gli odori, ed i sedili in pietra con i cuscini ci hanno coccolato insieme al totano ripieno e alle alici marinate, passando dal vulcano di tonno con colata di gamberi, finendo con l'orchidea di ricotta.
Siamo stati comunque capaci di allestire ,a casa, un pranzettino dei nostri con un particolare in più, lo sfondo: mare a profusione e noi, felici e con le macchine fotografiche prese all'unisono per immortalare quello che comunque è stato già scolpito nei nostri cuori e nella nostra mente.
Grazie V.