Calia&Semenza

....in una parola sola "scaccio"

Mail e Msn: CALIAESEMENZA@HOTMAIL.IT Utente: Pispisa79
Nome: Serena
Sono nata trent' anni fa, in una notte di fine aprile,a Palermo, turbando gli equilibri della famiglia perfetta alla quale ero stata destinata dal cielo: mamma, papà, maschietto e femminuccia. Innamorata delle scienze, biologiche, tanto da studiarle ancora. Nel corso della mia formazione ho sviluppato un amore profondo per l'avifauna, svolgendo anche il servizio civile alla riserva di Isola delle Femmine, in gestione alla LIPU. La fotografia è un altro modo che ho per esprimere quello che ho dentro. Vivo con la speranza che un giorno anche qui le cose possano andare bene.

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mercoledì, 22 ottobre 2008

Cacca Shox

124669668_5bec064b77Spesso penso che la Nike, il grande colosso di articoli sportivi, dovrebbe fare causa al comune di Palermo o a noi cittadini stessi, residenti in questa splendida città in cui ci si vanta molte volte dell'acquisto di un immobile in determinate zone della città.
Uno dei posti che da anni sento risuonare a tal proposito è viale strasburgo, per i palermitani doc trasburgo.
Questa strada è diventata l'alternativa al vero centro: via Libertà.
E' un via molto larga, spaziosa, ci sono degli alberi alti e tantissimi negozi che la rendono purtroppo trafficata.
C' è un grosso MA in tutto questo rinascere delle strade che un tempo erano campagna.
Questa congiunzione avversativa è rappresentata dalla cacca dei cani o meglio dai loro padroni.
Coloro che portano i loro amici a quattro zampe al giunzaglio sono gli stessi che hanno comprato casa qui da poco o che stanno qui da decenni e che comunque sono felici di vivere in questo nuovo salotto della città, peccato che loro stessi lo trasformino in un bagno pubblico non lavato da decenni.
E' un continuo slalom, adesso poi che il sole che tramonta intorno alle 19 la sfida diventa ancora più ardua, perchè è tale la quantità di cacca lungo i marciapiedi che molto probabilmente ti sporcherai le scarpe come è successo a me diverse volte.
L' atrocità è il portarsela dentro casa, io sono riuscita a sporcare anche l'ingresso non mi ero accorta del regalino adeso alla mia scarpa!
Ringrazio chi fa defecare il proprio cane lasciando la cacca lì, complimenti per la tranquillità che contraddistinge chi come se niente fosse continua a camminare per la sua strada, omaggiandoci con della cacca di qualsiasi dimensione.
Oggi sembrava fosse passata una mucca davanti ad una banca, sempre in viale strasburgo, ieri invece mi sono dispiaciuta perchè ho capito che un altro cagnolino non doveva stare bene, vista la diarrea che per oltre due metri ricopriva il marciapiede.
Tornando al "prologo" di quanto detto in questo post:venta164551995
io ho aspettato anni, prima di comprare un paio di Nike shox, l'enorme timore di schiacciare una cacca di cane con la parte posteriore della scarpa mi ha fermato, provavo orrore.
Cred che la Nike abbia un calo di vendite a Palermo, dettate da questa inciviltà che vedo e sento crescere sotto le suole.
Penso soprattutto che il pulire la scarpa dovrebbe essere compito di chi ha permesso che si sporcasse magari potrebbe servirgli come punizione per smetterla finalmente, mettendo in pratica quel briciolo di civiltà rimasta.
postato da: Pispisa79 alle ore ottobre 22, 2008 15:54 | link | commenti (3)
categorie: sicilia, palermo
martedì, 21 ottobre 2008

zzzz

zzzzOggi nessuna tecnica.
Ecco...ha deciso di uccidersi da sola , dentro il vino.
Credo sia tigre ha un aspetto che mi fa pensare questo.
Una delle cose peggiori è il vedere la dimensione del "siringone" che ti cala per il salasso....
Lo vedete? Scusatemi per il fuoco ma l'ho fatta a mano libera, in verticale e  l'ematofago galleggiava in modo poco simmetrico!
postato da: Pispisa79 alle ore ottobre 21, 2008 21:14 | link | commenti
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martedì, 14 ottobre 2008

Sviluppi

Quando ci si avvicina al mondo della fotografia, c'è una cosa che si sente mancare anche se si scatta con grandi macchine e obiettivi: lo sviluppo.

In passato ma c'è chi lo fa ancora, si andava dal fotografo di fiducia con il tuo bel rullino da 24 o 36 pose ed attendevi il responso di quello che avevi fatto.

Io mi sono sempre chiesta cosa ci fosse dietro.

Negli anni '90 ricordo un negozio kodak sotto casa che aveva in vetrina il “macchinone” che sviluppava e stampava, dal lato più vicino a chi guardava da fuori c'erano le stampe che ad una ad una scendevano, tantissime volte mi sono fermata a guardare anche se quello che veniva prodotto non era mio.

Sono passati gli anni ed ho avuto la fortuna di incontrare qualcuno che ne sapesse davvero tanto in questo campo, legato alle pellicole in maniera viscerale come in potenza sono io.

L'ho visto chiudersi in camera oscura, io ancora non ce la faccio.

L'ho visto sviluppare.

L'ho visto fissare e anche stampare.

La prima volta l'ho guardato in silenzio, seduta su una sedia in mezzo ad una stanza come se fossi su un trespolo, avevo paura di disturbare o intralciare il lavoro, anche le mie gambe non toccavano il pavimento ed ero in uno strano silenzio, che di solito non mi appartiene.

Altre volte, più recenti, l'ho seguito sviluppare fin quando non mi ha chiesto lui di farlo.

Mi sono fatta coraggio ed ho detto si, era una cosa che avrei voluto fare da anni, decenni!

Così abbiamo cominciato, io facevo lui guardava.

cf20_2Ho diluito il mitico Hc-110, grazie a delle tabelle che indicano la proporzione da seguire e da lì col timer e le tank siamo andati avanti. 25556

Davanti a me, Babinski che mi dava consigli ma che era anche capace di farmi tremare le mani.

Anche perchè stavo sviluppando le sue di foto.

Le mie erano, tristemente, dentro una scheda di memoria.

Fare ogni passo manualmente mi ha fatto capire molte cose che per me erano ancora celate in questo grande mistero che sotto certi aspetti continua ad essere la fotografia.

Alla fine del pomeriggio, ci vuole parecchio tempo, li abbiamo stesi, nella doccia, temendo di lasciare impronte digitali ma poi ho capito come prenderli.Foto0122(01)t

Sono venuti molto bene!

Chi ha sete di conoscenza anche in questo ambito dovrebbe farlo.



Spero di farlo ancora .

 

 

<a href='http://www.ilcannocchiale.it/?claim=CANN128965-1520' target='_blank'>il cannocchiale</a>


postato da: Pispisa79 alle ore ottobre 14, 2008 14:23 | link | commenti (3)
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mercoledì, 08 ottobre 2008

L'enciclopedia della donna

29f3_1_sblIn una vecchia casa abbiamo trovato sotto un lenzuolo una collana di libri.
Una vera enciclopedia, della donna. Così si chiama , edita nel 1963.
Ha destato subito la mia curiosità, cominciando a sfogliarla però un senso di tristezza e inadeguatezza per la condizione della donna di quegli anni mi ha fatto davvero sentire fortunata ad essere nata adesso, anche se ancora siamo lontani dall'essere sullo stesso piano con l'uomo.
Da dove nasce l'idea di fare un enciclopedia della donna?
Come si può ghettizzare tanto la nostra figura fino ad arrivare a dedicarle addirittura una collana di libri?
All' interno della quale soprattutto non sono stati trattati tutti gli argomenti dello scibile come è giusto che sia in un' opera del genere.
Taglio, cucito, cucina, economia domenista, galateo, medicina casalinga (?) educazione civica: di questo si parla e andando avanti in tutti questi volumi ti viene in mente come poteva essere la donna di quel tempo.
Sicuramente ignorante, non per scelta sua ma per colpa della società che ci voleva così.
Le nozioni di storia presenti sono quelle che a noi abbiamo studiato alle elementari.
Andando avanti nelle pagine, tante, tantissime colpe anche stupide addossate a noi, come ad esempio l'onta del calzino bianco corto nell'uomo attribuibile solo alla madre, alla sorella o alla fidanzata.
Il sacrificio, altro argomento che viene trattato.
Penso alle mie nonne, anche a mia madre stessa e sapere che erano considerate così mi fa stringere il cuore.
Noi siamo altro.
postato da: Pispisa79 alle ore ottobre 08, 2008 13:41 | link | commenti (12)
categorie: lenciclopedia della donna
martedì, 07 ottobre 2008

Giovedi dai becks....

Undici anni fa su una parte di una  foto venuta bruciata  mi ha scritto "Ricordati sempre di me".
Era uno scatto della nostra prima vacanza da adulte , da sole in un villaggio turistico a Sciacca.
Adesso se guardo le diciottenni, mi sembrano così piccole, lo eravamo anche noi ma ci sentivamo adulte o quasi.
Noi eravamo lì da sole, ed è stata un' esperienza che ci ha lasciato tanti bei ricordi dentro.
Giovedì ci rivediamo non so quanti anni siano passati, tanti,  forse sei o sette.
Mi sei mancata, ti ho pensato tanto quando cercavo di rintracciarti online provavo delle mail inventate per beccare il tuo account ma non ho trovato mai quella giusta!
Ci siamo ritrovate comunque.
Hai cambiato paese come tanti ormai, vivi in Spagna ma adesso sei qui.
A Giovedì bambolona.
postato da: Pispisa79 alle ore ottobre 07, 2008 19:42 | link | commenti (2)
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Ansiolitici a Me

stemmaUNIPA-2006Sta per avere inizio lo scontro più atteso.
I due contendenti sono agli angoli del ring!

Io sono pronta ma l'avversario è temibile ma allo stesso tempo poco astuto!
La segreteria degli studi dell' università di Palermo.
Guarda un pò, fino a luglio ero iscritta e stranamente da quando c'è il portale nuovo  non lo sono più.
Dicono che devo andare a regolarizzare la mia posizione!
Tutto questo con un bellissimo contorno dato da: numero di crediti FINALI inferiori a 180, assenza di una materia dal piano di studi (sono tutte fondamentali , le mie) e mutazione da curriculum biosanitario a generico....
Capisco che dovrei conoscere le mutazioni ma questa sarebbe davvero esagerata , direi quasi incompatibile con la vita.
postato da: Pispisa79 alle ore ottobre 07, 2008 12:15 | link | commenti (1)
categorie: sicilia, università degli studi di paler
sabato, 04 ottobre 2008

Un Fratello ed una Sorella

1312~Koala-Posters

Sono stata l’ultima di tre figli, quando sono nata Alessandro aveva dieci anni e mia sorella Simona cinque, chissà che trauma deve essere stato per entrambi ritrovarsi questo tacchino da farcire a casa!

L’interazione con entrambi comunque è iniziata dopo un bel po’.

Loro crescevano e andavano incontro all’adolescenza io ancora ero col pannolino!

Mio fratello non mi calcolava proprio per l’altra credo di essere stata una specie di zavorra che veniva lanciata spesso nel vuoto!

Poi è arrivato anche per me il momento di crescere, con Simona ci siamo avvicinate anche perché abbiamo condiviso la stessa stanza per più di venti anni, con Ale l’ indifferenza regnava ancora sovrana, faceva quello che faccio io adesso, chiuso nella sua stanza a studiare o a sentire musica.

Quando si apriva uno spiraglio della porta era per lanciare gentilmente la nostra siamese fuori dalla camera.

Era normale che fosse ancora così tra di noi quando lui aveva venti anni, io ne avevo solo dieci!

Quale tipo di rapporto si sarebbe potuto creare? Ero una specie di potenziale koala attaccato alla sua gamba, altre funzioni non si erano ancora sviluppate.

E’ stato poi questione di qualche altro anno e  finalmente anche con lui ci siamo trovati,come se tutti quegli anni di distanza sotto lo stesso tetto avessero fatto da cassa di risonanza del nostro affetto.

 Questo legame tra noi tre fratelli lo riusciamo a sentire nonostante la distanza, che ormai da anni qui a Palermo mi ha fatto diventare “figlia unica”.

Ci cerchiamo sempre, siamo sempre in contatto, ci arriviamo a sentire mille volte al giorno in altrettanti modi diversi e se non arriviamo a sentirci ci pensiamo.

Dall’ altro lato ci sono io , con la mia vita di relazione.

Spesso mi trovo a cercere di fare capire cosa sia un rapporto di questo tipo a chi non ha avuto un fratello o una sorella con cui parlare,litigare, confrontarsi, pettinarsi, mangiare, uscire, scambiarsi i vestiti e soprattutto:

salutarsi per l’ennesima volta all’ aereoporto Falcone Borsellino.

A volte temo di sbagliare e di potere ferire chi non ha avuto questa fortuna perché gli parlo di sensazioni, di abitudini che mai potrà provare e mi ritrovo a fissare degli occhietti che non mi possono capire fino in fondo perché dentro di lui, giustamente, mancano certe cose.

Dentro di me spero di avergli dato comunque un buon esempio di quello che può essere nel suo immaginario la vita tra fratelli nati in Sicilia tra la fine degli ’60 e ’70 del secolo scorso, colpiti dal secondo flusso migratorio verso terre che offrono di più e purtroppo tolgono tanto.

Un bacino ad Ale e a Simo!

postato da: Pispisa79 alle ore ottobre 04, 2008 16:41 | link | commenti (7)
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venerdì, 03 ottobre 2008

Poggioreale: una finestra quarant'anni dopo

tn_poggioreale (11)Del terremoto nella valle del Belice, per chi è venuto dopo ci sono solo i racconti dei genitori che già c'erano e che ricordano di avere sentito le scosse anche qui a Palermo.
Per il resto da soli si può entrare nella storia, leggendo, informandosi di quello che è stato.
In passato, sono andata spesso nei paesi ricostruiti, da poco, attraversandoli ti sembra di non essere nella tua terra, perchè non riconosci la trama che ci lega alle sue radici.
Quando si cammina per il resto della regione non ci si fa neanche caso dei segni distintivi ma si percepisce invece quando queste mancano.
La settimana scorsa , mi sono addentrata a Poggioreale o in quello che è rimasto del paese vecchio.
Indicato da un cartello "ruderi di poggioreale".
E' stata un' esperienza indimenticabile, quello che rimane del paese cominci a scorgerlo dopo un paio di curve che separano il nuovo dal vecchio....
Ti trovi davanti un cancello divelto che lo chiude, in teoria in modo definitivo.
Un paio di cani sono lì  davanti come se facessero da guardia alle anime rimaste intrappolate in quel posto.
Si viene immediatamente proiettati al 1968, anche se non ci sono ricordi propri ma dal  profondo risale qualcosa che ti lascia attonito e stupito davanti a tanta sofferenza ancora tangibile attraverso un affresco o da una delle tante porte aperte verso il nulla.
Ho provato a fare delle foto e a raccontare quello che sentivo attraverso i miei scatti.
Spero nel mio piccolo di essere riuscita a rendere onore a questo posto.
postato da: Pispisa79 alle ore ottobre 03, 2008 15:53 | link | commenti (3)
categorie: sicilia, poggioreale

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