Da un paio di pomeriggi, quando esco dal portone del mio palazzo, ho cominciato a soffermare il mio sguardo su una cosa che avviene.
Non si tratta del nuovo posteggiatore abusivo, nè delle macchine in doppia fila o del bidone di vernice messo come divieto di sosta fisico.
Queste cose ormai fanno parte del costume della nostra città.
Quello che mi colpisce, sinceramente, è una delle cose più naturali del mondo: il vedere due fratelli che camminano insieme, passeggiando, lungo Corso Calatafimi. Sono dei ragazzi che abitano nel mio stabile, incrociando il loro sguardo li saluto, con un po’ di tristezza non perché mi dia fastidio incontrarli ma per il non potere fare la stessa cosa.
Qui a Palermo, a volte mi definisco la reduce o una figlia unica , questo in pratica sono diventata.
Sono e sarò la sorella dei weekend, di Natale, di Pasqua, del primo Maggio, quella con cui a volte si fanno sempre le stesse cose. Chissà cosa si cela dietro questa forma ossessiva che compiamo.
Forse la mancanza del non potere più ridere insieme, come si è fatto per decenni con una, per meno con l’altro, solo per una grossa differenza di età.
Intanto il tempo scorre, così velocemente, da lasciarci senza fiato e davanti a me si appalesano dei mostri che non si piegano neanche quando Atropo ha deciso di tagliare il filo a cui tutti ci avvinghiamo, ma questa è un’ altra storia.
Venerdì sera sono andata a punta raisi a prendere mio fratello, mia cognata e mio nipote , l'atterraggio era previsto per le 21,20 , da brava cittadina ho posteggiato nel parcheggio, da due euro l'ora, ed ho atteso novanta minuti per vederli, è stato esasperante perchè il volo da Milano dura un pò di più, loro hanno aspettato l'equivalente per ritirare due trolley ed un passeggino.
Palermo si è riempita di ombrelli non per colpa della pioggia ma per il punteruolo rosso.
Non mi sono accorta pienamente di questo problema fin quando non è morta una palma che per tutta la mia vita ho visto.
Era da sola.
Forse prima intorno a lei c’era un giardino, almeno lo immagino ma durante la mia infanzia quando insieme alla mia famiglia andavamo a trovare la sorella della nonna, lei era sempre là.
Le piante, che spesso vivono più di noi, sono dei punti di riferimento come dei punti cardinali a cui appoggiarsi quando ti senti perso.
Sono passati tanti anni, io ho frequentato più assiduamente quella casa, andando a trovare mia cugina e lei era sempre là, vicino via Pitrè fbastava fare una curva e te la trovavi davanti, nei giorni caldi d’estate, poi, potevi sperare di trovare ospitalità sotto le sue foglie per un po’ d’ombra.
Adesso non c’è più, ho visto anche lei diventare gialla, fare l’ombrello e accasciarsi.
Qui a Palermo, è così, vedi la loro fine piano piano, ormai siamo diventati tutti esperti a riconoscere i primi sintomi, quelli visibili purtroppo sono già il segno della fine.
Pare che questo “parassita” prediliga quelle di sesso maschile, forse attratto dal polline.
Basta leggere un po’ in giro per scoprire che il “Rhynchophorus ferrugineus” passa da una pianta ad un ‘ altra quindi per evitare la diffusione dell’ infestazione le palme devono essere tolte ed incenerite, qua invece a Palermo hai un posto in prima fila per vedere tutto il ciclo di riproduzione dell' insetto.
Oltretutto visto che si tratta di una specie curculionide introdotta da poco nel nostro paese non ha nemici naturali, quindi può riprodursi indisturbata.
Nelle altre città come si sta agendo per questa infestazione? Le palme vengono trattate in modo corretto?
Come sempre ci distinguiamo in modo negativo, facendo danzare da una palma ad un'altra il Rhynchophorus ferrugineus”?
La nostra Palermo potrebbe essere molto più silenziosa di quello che appare, disturbata ferocemente dal suono di sirene che squarciano le nostre vie. Certo, il traffico ci soffoca, vani tentativi sono stati fatti per arginare il problema ma nulla di risolutivo ancora è stato attuato, ed io in prima persona mi affliggo quando vedo una ambulanza del 118 bloccata magari sulla corsia di emergenza, penso a chi sta male, davvero, lì dentro e a chi passa tante ore della propria vita, lavorandoci con turni spesso massacranti e spera di arrivare in un pronto soccorso insieme al suo paziente.
Questa triste sensazione però mi abbandona quando mi rendo conto che dentro il mezzo di soccorso non c'e' nessuno che sta male, che nella parte posteriore ci sono solo cianfrusaglie e che magari si sta portando solo un referto, niente plasma o organi capaci di fare la differenza.
Semplicemente si sta facendo, magari, la spola tra due poli dello stesso ospedale ma c'è traffico, quindi ecco spuntare l'espediente della sirena. Anche perchè miracolosamente di sera il suono delle sirene scema e non perchè non arrivino chiamate in centrale al 118 perchè lì si lavora e le ambulanze, quelle vere, continuano a correre ma le altre, quelle che si fanno sentire inutilmente sono a nanna. Di notte certi reparti sono assopiti, non si fanno radiografie o esami di laboratorio se non c'è un' urgenza.
Dovrebbe esserci più rispetto sia per noi che ascoltiamo, sia per chi la sirena deve usarla davvero, da parte di chi la utilizza senza un motivo reale.
Il codice stradale parla chiaro:
art. 177 del Codice della Strada e successive modifiche che recita
1. L’uso del dispositivo acustico supplementare di allarme e, qualora i veicoli ne siano muniti, anche del dispositivo supplementare di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu è consentito ai conducenti degli autoveicoli e motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio, a quelli delle autoambulanze e veicoli assimilati adibiti al trasporto di plasma ed organi, solo per l’espletamento di servizi urgenti di istituto. I predetti veicoli assimilati devono avere ottenuto il riconoscimento di idoneità al servizio da parte della Direzione generale della M.C.T.C.. Agli incroci regolati, gli agenti del traffico provvederanno a concedere immediatamente la via libera ai veicoli suddetti.
4. Chiunque, al di fuori dei casi di cui al comma 1, fa uso dei dispositivi supplementari ivi indicati è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 71,05 a euro 286,38.
Non è solo una mia opinione, tutto questo.
Le regole ci sono ma quando saranno rispettate?
Il mese di Novembre è iniziato da poco ma già in giro per la città di Palermo si sono accese le luci natalizie.
Spesso penso che la Nike, il grande colosso di articoli sportivi, dovrebbe fare causa al comune di Palermo o a noi cittadini stessi, residenti in questa splendida città in cui ci si vanta molte volte dell'acquisto di un immobile in determinate zone della città.
Sta per avere inizio lo scontro più atteso.